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lunedì 8 gennaio 2007

Acustica & Automobile


L’acustica è una scienza estremamente complessa. La sua trattazione richiede conoscenze matematiche di alto livello e anni di studi.
E’ possibile, però, tentare di fornire alcune nozioni di base, cercando di renderle alla portata di tutti e limitandole all’applicazione di interesse: l’impianto audio su vettura.


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In questo modo vorremmo dare la possibilità a chi ci segue di comprendere e giudicare meglio la bontà di un’installazione e, magari, di evitare qualche fregatura, liberandosi contemporaneamente da molti luoghi comuni che hanno, sovente, del grottesco !
Qual’è la differenza tra un impianto che suona forte e uno che suona bene?
“Perché il suo impianto si sente meglio del mio ? Ho speso di più e c’ho più potenza installata !!”
“C’ho il subbufer grosso come tutto il baule, però l’auto del ClaZ si sente meglio e il subbufer manco ce l’ha !”
“Ci metto 650 altoparlanti, 45000 Watt di potenza, 12 batterie.....così sono sicuro !”
C’è una base scientifica, una serie di regole matematiche e pratiche seguendo le quali si riesce a realizzare un impianto che suona, adatto al veicolo su cui si sta lavorando.
Realizzato l’impianto, però, il lavoro non è finito......sta solo incominciando !
C’è infatti un qualcosa che rende l’acustica particolarmente “dispettosa”:
la sua interfaccia verso il cervello dell’ascoltatore..........l’orecchio umano.
E qui cominciano le grane.
Per regolare e far suonare “bene” un impianto (che deve essere già ben progettato), bisogna conoscere il modo in cui il suono viene percepito, il modo in cui l’abitacolo risponde alle frequenze emesse dagli altoparlanti e che cosa rende il suono più piacevole (a tal proposito si sono anche inventati una scienza.....la psico-acustica).
Note tutte queste cose, bisogna poi eseguire una serie di misurazioni, perché le variabili in gioco sono moltissime e la previsione matematica dei risultati di una installazione, tanto utile in fase di progetto, risulta, come ovvio, una approssimazione.
Nei prossimi articoli cercheremo di sviscerare il problema procedendo con un ordine che ci sembra il più logico e iniziando a parlare del sensore che noi tutti abbiamo in dotazione:
Sua Maestà, l’Orecchio.....

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